
Si chiama Rapa Nui, ovvero l’Isola di Pasqua ed è amministrativamente parte del Cile anche se potrebbe definirsi una delle isolette più isolate e sperdute del Pacifico. Misura solo 163 km quadrati con una media di 3000 abitanti, nulla quindi di cui vantarsi particolarmente, se non fosse che Rapa Nui (ovvero la grande roccia) ospita delle famosissime statue di pietra chiamate MOAI innalzate da secoli sulle sue coste e conosciute in tutto il mondo.
Facente parte degli stati polinesiani più che sudamericani (almeno per conformazione fisica e origine genetica) il territorio è costituito interamente da vulcani (il Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka) come molte delle isole dell’arcipelago.
L’isola di Pasqua è uno stato indipendente che si trova sulla dorsale pacifica, questo fa si che l’oceano circondante l’isola non sia molto praticabile a causa dell’improvviso abbassamento del fondale che può raggiungere anche i 3000 metri ed a cui si accede quasi esclusivamente via scogliere tutt’altro che accoglienti. L’isola è molto visitata proprio grazie alle sculture che l’hanno resa famosa e che hanno originato ogni tipo di speculazione in ogni campo, dalla micro economia fino alla religione. Il clima tropicale spinge molti turisti, soprattutto americano ad approdarvi almeno una volta nella vita, non tanto per la temperatura, che comunque si aggira intorno ai 21 gradi, ma per la mancanza di stagioni.
A causa dell’alto tasso turistico l’isola ha perso quasi tutte le caratteristiche endemiche per adeguarsi ai suoi nuovi ospiti ed il suo aspetto è sicuramente mutato da quando il famoso pirata James Cook vi pose piede la prima volta. I guardiani dell’isola, però, le enormi statue MOAI sono ancora tutte lì nel numero di 638 a sottolineare i riti originari di quelle terre e dare prova dell’abilità artistica dei suoi abitanti.
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