Pompei e le sue rovine

Da diversi secoli, ovvero dalla venuta dei Borboni in sud Italia è famosa per le sue rovine. Impensabile che centinaia di migliaia di turisti si rechino ogni anno in pellegrinaggio in una città fantasma, un po’ come per i vecchi villaggi del far west. In questo caso però, al posto di immaginare giovani col cinturone ed uno stetson, si ci figura moderni Giulio Cesare e dame dalle vesti a mille pieghe.
Stiamo parlando di Pompei, la città centro nevralgico della Roma antica che fu distrutta interamente in poche ore dall’eruzione del Vulcano Vesuvio nel 59 dc. È così possibile, oggigiorno, camminare tra gli scavi di una intera cittadella, scoprire il modo in cui antichi romani cucinavano, vivevano, costruivano, passare un dito su mosaici centenari, e riscoprire la famosa “villa dei misteri” una costruzione quasi completa miracolosamente lasciata illesa dall’eruzione.
Nella zona dedicata poi potrete ammirare cadaveri che hanno lasciato il segno nella cenere con lineamenti quasi perfetti, oppure raggiungere la pineta con le costruzioni cittadine quali templi e anfiteatri e sedere sulle scalinate di quest’ultimo immaginando mille rappresentazioni sanguinolente. Se pensate di farci un salto, non abbiate fretta, per chi vuole realmente visitare l’intera città non c’è respiro, non basterà infatti un giorno intero, io ve ne consiglio almeno tre e scoprirete un universo mai immaginato.
Se poi anche la modernità vi piace, prima di lasciare la città fate un salto nella famosissima basilica consacrata da Bartolo Longo che racchiude centinaia di ex voto di ogni genere e soprattutto un quadro della “Madonna di Pompei” considerato miracoloso e raggiunto in pellegrinaggio a piedi da devoti di ogni dove che letteralmente strisciano ai suoi piedi per richiedere favoritismo e guarigioni. E per finire, salite sul campanile dove potrete godere la vista dell’intera zona.
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